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Leadership nel Food&Beverage come ispirare le persone a lavorare in team

Leadership nel Food&Beverage: come ispirare le persone a lavorare in team

Per ispirare le risorse umane nel settore del Food&Beverage esiste un ingrediente segreto.

Nel secondo appuntamento del ciclo Hospitality Leadership & Operation, abbiamo parlato di un tema che, nel mondo dell’hospitality, fa spesso la differenza tra una serata memorabile e una da dimenticare: la gestione delle persone nel reparto Food & Beverage.

A condurci nel viaggio tra sala e cucina, tra turni impossibili e clienti sempre più esigenti, Roberto Boccacelli e Massimiliano Montanari, due professionisti che di ristoranti e hotel ne hanno visti tanti, davvero tanti.

Oltre la tecnica: come ispirare le persone

Partiamo da una verità scomoda: oggi ispirare un team F&B vuol dire affrontare una doppia sfida.

Da una parte, il cliente è sempre più informato, esigente, “social” e bombardato da format televisivi; dall’altra, il personale richiede nuove attenzioni, orari più flessibili e un bilanciamento tra vita e lavoro che – nel nostro settore – resta ancora difficile da garantire.

Le aziende, spesso, fanno fatica a stare al passo con queste nuove esigenze, e trovare il mix perfetto tra le richieste dei clienti, i bisogni della proprietà e il benessere del personale non è mai stato così complicato… ma anche stimolante.

La passione prima di tutto

Se c’è un filo conduttore che torna sempre, è questo: chi lavora in sala o in cucina deve avere passione, cuore.

Non basta la tecnica. Non basta l’esperienza.

Senza passione, il lavoro nel F&B si trasforma in un sacrificio inutile.

Montanari è diretto: “invito le persone che non hanno questa passione ad abbandonare il settore, perché rischiano di far male a sé stessi e agli altri.”

Ma quando la passione c’è, anche con budget limitati e riconoscimenti che non sempre arrivano, si può costruire una squadra vera, dove si vince insieme.

Motivazione e coinvolgimento: una questione di ascolto

Il denaro è importante, ma non è tutto.

Un team motivato nasce dalla capacità di un leader di ascoltare, coinvolgere, aiutare le persone a trovare una motivazione personale e professionale.

Io insisto sul fatto che “non possiamo pretendere di motivare gli altri in 8 ore di formazione, se poi per tutto l’anno li demotiviamo”

La motivazione, quindi, va costruita giorno dopo giorno, creando momenti di condivisione, lavorando sui valori aziendali e facendo sentire ogni persona parte di un progetto più grande.

Fiducia, autonomia e responsabilità

Uno degli snodi cruciali nella gestione di sala e cucina è il tema della fiducia.

Dare autonomia ai collaboratori senza perdere il controllo sulla qualità del servizio è una delle sfide più delicate.

Serve equilibrio: “io do fiducia facilmente – racconta Montanari – ma se non viene ripagata, la tolgo altrettanto in fretta”.

L’importante è avere ruoli chiari, obiettivi condivisi e procedure semplici, così da mantenere la barra dritta anche nelle serate più difficili.

Strumenti pratici: comunicazione e confronto

Dal webinar emergono diversi consigli pratici che ogni manager può portare subito in azienda:

  • riunioni quotidiane e settimanali (brevi ma strutturate), per allineare il team e condividere obiettivi e criticità;
  • diario di bordo e strumenti digitali, per favorire la trasparenza tra i turni e ridurre la confusione da chat e gruppi WhatsApp infiniti;
  • momenti informali, come una pausa caffè insieme, per rompere il ghiaccio e creare un clima più sereno.
  • favorire il cross training, le simulazioni e i giochi di ruolo tra sala e cucina per capire davvero “cosa vive l’altro” e abbattere i soliti conflitti da linea di demarcazione;
  • coinvolgimento nelle scelte operative: un team che partecipa alle scelte – dal menù ai turni – si sente più responsabilizzato e coinvolto.

Non tutto può (o deve) essere condiviso, ma se le decisioni importanti vengono calate dall’alto senza spiegazioni, il rischio è di trovarsi con una squadra demotivata e poco incline al cambiamento.

Il valore del feedback (e non della critica)

Ispirare bene il team F&B significa anche saper dare e ricevere feedback, non limitarsi a “criticare”.

Cambiare la cultura interna, passando dalla critica al feedback costruttivo, aiuta il gruppo a crescere davvero e ad accettare anche le osservazioni (dei clienti, dei colleghi, dei manager) come occasione di miglioramento.

High touch, human touch

In chiusura ho sottolineato che il nostro lavoro, oggi più che mai, deve tornare ad essere umano.

Non basta la tecnologia, non basta l’organizzazione: quello che fa la differenza sono le persone e la capacità di trasmettere cura, attenzione e calore – non solo agli ospiti, ma anche (e forse prima di tutto) a chi lavora con noi ogni giorno.

Perché si torna sempre dove ci si sente accolti, ascoltati, riconosciuti.

Ed è questa, alla fine, la migliore strategia di retention – per clienti e collaboratori.

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